Chi sono

II nostro problema non è tanto la mancanza di risposte, quanto la mancanza di una domanda profonda e autentica sull’essere.
– Huston Smith”

Dott.sa Giulia Del Fabbro - Psicologa e Counselor
Come si fa a stare bene?

Nello scrivere queste parole, vorrei provare a comunicarvi chi sono al di là, o forse alla base, della professione di psicologa e di counselor. Mi sono posta e continuo a pormi questa domanda: come si fa a stare bene? La domanda permane, la risposta continua a cambiare.

C’è il piano esteriore della vita, il piano in costruiamo un Io, una personalità capace di stare nel mondo e insieme agli altri. Su questo piano “”stare bene”” significa sentirsi sufficientemente stabili, autonomi, riconosciuti, in grado di affrontare le sfide quotidiane e costruire relazioni significative, in sintesi: realizzarsi nel mondo. È il benessere che nasce dall’avere un posto, un ruolo, una direzione visibile nel concreto.

C’è il piano interiore della vita, quello più silenzioso e intimo, nel quale ci confrontiamo con il bisogno di autenticità, con ciò che ci muove nel profondo e ci spinge al di là dei ruoli e delle maschere. Sul piano dell’auto-realizzazione, “”stare bene”” significa aderire a se stessi più che funzionare per la società, trovare la nostra personale risposta alla domanda: che senso ha tutto questo?

Oltre al piano esteriore e al piano interiore, si apre il piano trascendente della vita, quello in cui andiamo oltre alla piena realizzazione personale, è il piano dell’auto-trascendenza. Non possiamo più vincolare il nostro benessere a “”ciò che abbiamo ottenuto”” sul piano dell’auto-realizzazione, poiché comprendiamo che ciò che abbiamo, per quanto bello, finirà, muterà, saremo costretti a lasciarlo andare. Ciò che abbiamo è impermanente, e per “”stare bene”” avvertiamo ora il bisogno di ciò che permane.

Sul piano trascendente, “”stare bene”” è superare l’Io e il mio, andare oltre all’identificazione esclusiva col sistema corpo-mente-emozioni. Su questo piano, “”stare bene”” non significa migliorarsi, ma disidentificarsi, smettere di cercare qualcosa da cambiare o da ottenere, e riconoscere una dimensione più ampia in cui semplicemente “”essere””.”
“Alla base della mia scelta a livello professionale, credo che ci sia questo: la profonda fascinazione e la curiosità, il voler conoscere e sperimentare cosa possiamo essere, fin dove possiamo arriviare come esseri umani.

Intendo la terapia come una relazione tra co-ricercatori, fondata sulla ricerca condivisa delle domande giuste, quelle più utili al paziente nel punto in cui si trova. Esplorando queste domande con onestà, dedicando loro tempo e attenzione, diamo spazio alle risposte per emergere e a ciò che emerge per trasformare, riorganizzare e pacificare il sentire personale.

Il mio percorso formativo segue e mira a integrare due ambiti: da un lato la ricerca interiore e le tradizioni sapienziali, dall’altro la sofferenza psichica e i processi di trasformazione della persona.

Mi sono laureata in Lingue e Filosofie dell’Asia Orientale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, approfondendo in particolare lo studio del Buddhismo e del Taoismo, che continuano ad ispirare ampiamente la mia visione dell’essere umano e delle sue potenzialità.

Quasi contemporaneamente, è nato in me il desiderio di esplorare l’ambito della relazione d’aiuto e di approfondire la visione Occidentale dell’essere umano. Ho quindi intrapreso la formazione quadriennale in Counseling presso il centro CREA (Centro Ricerche Evolutive e Associate) di Milano, che mi ha permesso di studiare approcci come la Psicosintesi di Roberto Assagioli, la Psicologia Umanistica di Abraham Maslow e la Terapia Centrata sulla Persona di Carl Rogers.

Ho successivamente approfondito l’approccio della psicologia transpersonale, frequentando per un anno la scuola di Counseling con approccio BTE (BioTransEnergetica) dell’ITI (Integral Transpersonal Institute), fondato dal Dott. Pier Luigi Lattuada, con il quale ho intrapreso un percorso di terapia personale. Questa esperienza mi ha portata a incontrare autori come Ken Wilber e Stanislav Grof e la loro opera pionieristica circa le emergenze spirituali, gli stati di coscienza e i processi di espansione del Sé.

Dopo aver concluso la formazione come counselor, ho avvertito la necessità di una maggiore competenza sul versante “clinico”, ho quindi proseguito gli studi con la laurea magistrale in Psicologia Clinica, affiancando allo studio teorico l’attività di tirocinio e pratica all’interno delle istituzioni.

Come psicologa, ho quindi svolto attività, offrendo percorsi individuali di sostegno psicologico, presso il CSM (Centro di Salute Mentale) dell’ASL3 di Genova, sede di Bolzaneto, e presso il Day Hospital di Psichiatria dell’ASST Ospedale Policlinico di Milano, dove ho potuto confrontarmi con diverse forme di sofferenza psichica, in un contesto multidisciplinare.

Ho in seguito frequentato la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia del CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica) di Milano, dove mi sto attualmente formando nel pensiero e nella clinica junghiana, con focus sul processo di individuazione, sull’inconscio collettivo, sull’analisi dei sogni e sulla dimensione simbolica del lavoro terapeutico.

Parallelamente alla formazione, ho maturato esperienza nella pratica privata, inizialmente come counselor e successivamente come psicologa clinica, offrendo percorsi di ascolto, consapevolezza e trasformazione.

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